Il nasino del bebè

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Oggi trattiamo un argomento ripugn utile per i neogenitori, ma che può essere interessante anche per gli altri, per ampliare il proprio bagaglio di cultura generale: l’aspirazione del muco dal nasino del bebè.

Esistono tre soluzioni a questo difficile compito.

La prima è usare la soluzione fisiologica, presente in commercio in pratiche fialette richiudibili.
Inserite una goccia di fisiologica nella narice destra e una nella narice sinistra, dopo poco le gocce usciranno fuori e il muco rimarrà dentro. 😐

La seconda soluzione è data dalla pompetta aspira-muco.
pompetta aspiratore

Premendo la parte a palloncino della pompetta, questa si svuota dell’aria e si prepara all’aspirazione del muco, che inizierà una volta allentata la pressione.
Il muco si depositerà nel serbatoio, facilmente apribile per la pulizia.
L’unico inconveniente di questa pratica sono le indispensabili straordinarie doti di coordinazione, richieste per sincronizzare inserimento/raggiungimento-giusta-inclinazione/aspirazione.
Sì, perché da un lato, se non coordinate bene l’inserimento con l’aspirazione  rischiate di soffiare nella narice e il bimbo potrebbe non gradire, e dall’altro lato, se non trovate la giusta inclinazione, invece dell’estrazione del filone aurifero rischiate di imbattersi nella parete della narice, e lì non gradirei neanche io.

Peraltro in quei frangenti ti rendi conto che è vero quanto ti raccontavano a scuola sul fatto che l’uomo ha lontane origini negli animali acquatici. In particolare, direi, le anguille. 😉

La terza soluzione è data dall’aspiratore nasale con tubicino.

aspiratore con tubicinoSi tratta di un piccolo imbutino da inserire nella narice, collegato tramite tubo ad una estremità, dalla quale vi diletterete ad aspirare.
C’è una spugnetta che fa da filtro, cioè lascia passare l’aria ma non il prodotto dell’apparato respiratorio del bimbo. Insomma, invece che tramite una pompetta l’aspirazione avviene grazie alla suzione.

Dunque con una mano tenete ferme le manine del bimbo, con un’altra mano tenete ferma la testa  e con la terza mano inserite l’imbutino nella narice del bimbo. A quel punto coordinare la giusta angolazione dell’attrezzo con l’aspirazione diviene più praticabile e in effetti, generalmente, funziona.

E poi che dire… come molte di quelle attività pratiche che richiedono concentrazione e anche una discreta dose di adrenalina, è in qualche modo… si potrebbe definire… perdonate il gioco di parole… catartico! 😀

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