Ciak. Mi gira.

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ciak rossoAvete presente il ciak?
Serve per sincronizzare il sonoro con le immagini, nella produzione di un film. Senza di lui ci sarebbe il rischio che questi si sfasino tra loro, con il tipico effetto che si riscontra spesso nei collegamenti esteri, in cui il video presenta un notevole ritardo rispetto all’audio.
Un po’ come è successo ieri tra me e la mia giornata, sfasate.

La giornata sembrava iniziata bene, il pupolo si sveglia ad un’ora decente, fame, tetta, si addormenta alla tetta e già che ci siamo ne approfitto anch’io. Da lì il declino.
Ci svegliamo alle nove tre quarti. Mancano tre quarti d’ora alla chiusura dell’ambulatorio della pediatra. Visita programmata, niente di urgente, ma non posso rimandare perché i prossimi giorni non potrò andare.
Devo sbrigarmi, tra cambiare bimbo, fare colazione e fare la doccia… La doccia non faccio in tempo a farla, tanto, anche se ho dei capelli orribili, chi vuoi che mi veda?
…Il marito di una cara (e carina) amica, la mamma di una compagna d’asilo della grande e una che viene a musica con noi…
Tutti nella sala d’attesa, maledetta influenza! 😐

Vabbè, dopo la visita torniamo a casa, faccio la doccia e mentre sono sotto l’acqua il bimbo inizia a piangere.
Poveretto, avrà fame… preparo la pappa… Tempo cinque cucchiai capisco che non aveva fame, aveva sonno…
In qualche modo lo addormento e me lo tengo in braccio finché non si sveglia, poi scaldo la pappa, gliela dò, poi mangio io: passato delle verdure del suo brodo, pane e avanzi (5 alici marinate, 2 fette di prosciutto), pane e consolazioni (2 noci, 1 kinder). 😉

Poi vedo che sbadiglia e lo metto a letto. Si addormenta subito ed esulto, proverò a dormire anch’io perché sono molto stanca.
Dopo mezz’ora si sveglia. Quando si sveglia dopo mezz’ora di sonno pomeridiano non ci sono rimedi a me noti, se non la tetta. E sia.
Si addormenta, provo a togliergli la tetta rimpiazzandola lestamente col ciuccio. Wow! Successo! Riprendo a respirare e mi sposto di poco per poter riposare anch’io. Si sveglia.
Ridò la tetta, quell’altra, così non rischio che sia terminata la… sostanza stupefacente… Si addormenta.
Ci penso, ci ripenso, poi lo faccio di nuovo, tento la sostituzione. Stavolta non funziona, apre gli occhi e sputa il ciuccio. Con la coda tra le gambe restituisco il maltolto.
Ciuccia un altro po’ poi allenta il ritmo… Ora potrei farcela…

Niente da fare.
Dopo un po’ di tira e molla lui è sempre più sveglio ed io ormai isterica, con un mal di testa che inizio a pensare che forse mi è venuta l’aureola e che probabilmente si è incastrata appena sopra le orecchie.

Vabbè, tanto ormai è ora di andare a prendere la patata e, visto che non è così tardi, potremmo provare a recuperare la lezione di musica persa la settimana scorsa.Basta che vada a prenderla portandomi anche il passeggino per lui e così poi andiamo direttamente, senza ripassare da casa.
Mi carico 8 chili di bimbo in fascia, trascino 12 chili di passeggino chiuso su per i 32 scalini che mi separano dalla scuola, prendo la pupa e le annuncio che andremo a musica.
Poi mi accorgo che è un po’ tardi e che ho dimenticato di prendere i calzettoni e lei dice che non vuole andare a musica.
Vabbè, non ci andiamo, però non rifaccio gli scalini anche a scendere col passeggino…
Nobilitiamo il pomeriggio, facciamo una passeggiata fino alla farmacia.

Nel tragitto di ritorno le dico “oggi facciamo dei dolcetti speciali, la mamma fa l’impasto e frigge, mentre il tuo compito sarà quello di girare la manovella della macchinetta per tirare la sfoglia” (causa influenza abbiamo perso il carnevale e non sarò soddisfatta finché non avrò fatto almeno una volta le sfrappole). Annuisce.
Poi ci penso e non credo che riuscirò a farle veramente, a quell’ora il piccolo potrebbe avere qualche esigenza in più e l’aiuto di lei non è così efficace.
“Anzi, no, forse non riusciamo, facciamo una cosa, facciamo i biscotti!” “Siiii! I biscotti!!! Con gli stampini di Natale!” (non sono l’unica ad essere sfasata…).
Torno a casa, controllo in frigo… il burro non basta, non possiamo farli ora… affranta lo comunico alla pupa, che per fortuna la prende con filosofia. “Vabbè, li facciamo quando torna papà”. E speriamo sia lui, quando torna, a sistemare un po’ le cose… magari… con un energico… CIAK! 🙂

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