Settimana in montagna

Standard

Premetto che è stata comunque più riposante del weekend al mare

Breve cronaca degli accadimenti.

La PRIMA notte pipì a letto lei, seconda notte bagna il lettino lui, secondo giorno il pannolino di lui molla cacca nei pantaloni (maledetti pannolini usa e getta). Nel pomeriggio aiuto lei a togliere la scarpa sporca di cacca di cane e per il contraccolpo anche il mio pile si sporca di cacca di cane.

La sera il piccolo Marlon Brando fa gli occhi dolci alla cameriera e la conquista definitivamente per il resto della vacanza.
Dopodichè (e sarà così tutte le sere) il Carl Lewis dei miei ginocchi, liberato dalla gabbia seggiolinica non appena i camerieri hanno finito di portare le pietanze, gattona a velocità folli su tutta la superficie gattonabile, intrufolandosi in tutti i posti proibiti, tra cui la cucina, il retro del bancone del bar, la tromba delle scale e la zona antistante l’ascensore.

Il SECONDO giorno i miei pantaloni nuovi di rinomata marca sportiva perdono un bottone, il terzo giorno gli stessi pantaloni di rinomata marca sportiva si scuciono di fianco alla cerniera. Forse dovrei mettermi a dieta.
Riesco a scottarmi un avambraccio (no, dico… un avambraccio) nonostante la protezione 50.

La sera la chiacchiera di lei conquista definitivamente i vicini di tavolo, che per il resto della settimana si prodigheranno in piccoli regali.

Il TERZO giorno riesco a scottarmi la punta dell’orecchio sinistro.
La sera assecondiamo gli appetiti del bimbo concedendogli zuppa di legumi, brasato (che, come si sa, appesantisce il guerriero…) con patate e un’intera porzione di yogurt coi frutti di bosco. Dopo una notte di osservazione passata senza neanche un risveglio decidiamo che lo svezzamento è terminato con successo.

Il QUARTO giorno proviamo a portare il vitello dentro lo zaino portabimbi gentilmente prestatoci dall’albergo e conveniamo che non c’è niente da fare… è assolutamente sempre meglio la fascia.
Nel primo pomeriggio tento di convincere il bimbo che non può gattonare in un sentiero pieno di cacche di mucca.
Poi io e lei facciamo un’ora e mezza di fila sotto il sole per mungere la mucca e ci appassioniamo decisamente al mestiere.

Il QUINTO giorno fa particolarmente caldo, tolgo la maglietta sfoggiando la mia meravigliosa canotta viola, sottovalutando il problema crema protettiva, tanto-è-per-poco-tempo. La meravigliosa canotta ha due bretelle per spalla, il reggiseno una bretella per spalla… La sera, avessi avuto un angolino di stelle su fondo blu, avrebbero potuto scambiarmi per la bandiera USA

Il SESTO giorno il piccolo, per oscuri motivi, si sveglia con una gamba fuori dalla tutina come Heater Parisi e io, per oscuri motivi, mi sveglio con un labbro gonfio come la Santanchè.
Nel pomeriggio vediamo un tizio che pesca. Usa lombrichi, mi si stringe il cuore.

Insomma, la settimana è iniziata letteralmente un po’ di mer.. e da tale elemento è stata qua e là costellata…

Ma il resto sono stati paesaggi, sorrisi, profumi e gradevoli temperature. 🙂

montagna piccolo

Annunci

»

  1. Pingback: L’esca | Il lato comico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...