Percorsi

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Mio figlio ha cambiato asilo.

Nuovo inserimento, tante fatiche… la fatica di riabituarsi ad un nuovo ambiente (per entrambi), la fatica di gestire alla meno peggio il mio lavoro, visto che l’inserimento è lungo, i nonni non abitano nella nostra città, le baby sitter non sono sempre disponibili e capita pure di ammalarsi… e il processo si allunga.

Ma il vero problema è un altro.

Ed è il percorso per andare al lavoro.

Sì, perché in questa vita superabitudinaria, superottimizzata, il tragitto per andare al lavoro ha la sua dannata importanza e se cambia la tappa intermedia (asilo) bisogna riottimizzare tutto.

Io posso orientarmi su due macrocategorie di percorsi: “tutte strade urbane” oppure “metà urbane e metà a scorrimento veloce”. Ovviamente l’opzione a scorrimento veloce è più lunga, se no la faccenda sarebbe presto risolta.

Per operare la scelta basterebbe sperimentare entrambe le soluzioni più di una volta prendendo i tempi e via.

Ma non è così. In realtà l’opzione strada a scorrimento variabile ha molte varianti. A dire la verità pure l’altra ha parecchie varianti, ma le avevo testate a fondo riga qualche anno fa, quando ancora non avevo accompagnamenti all’asilo.

Col nuovo asilo non ho grosse deviazioni rispetto a qualche anno fa… però cambia l’orario: muovendomi da casa dieci minuti dopo rispetto all’epoca cambiano le condizioni di traffico, il che declassa l’opzione strade urbane, reinnescando la gara già risolta a suo tempo.

Dunque dicevo l’opzione strada veloce prevede più o meno metà percorso di strade urbane e l’altra metà di strade veloci, con tempi certi per l’ultimo tratto più o meno al minuto (vedi Routine).

È tutto da giocare sul pezzo urbano.

La cosa più facile sarebbe entrare nel pezzo veloce il più vicino possibile a casa… ma quando con l’altro asilo entravo in un pezzo in realtà lontano, alla fine ci mettevo poco.

Spesso sono i sensi unici che ti fregano.

Basterebbe usare google maps, no?
Sì, forse. Ma cosa ne sa google maps di quanti semafori ci sono in un percorso, di quanto durano, del fatto che in una certa strada ci sono sempre auto in doppia fila che rallentano il traffico e in un’altra ci sono continui rallentamenti di gente che cerca parcheggio perché vicino c’è un ospedale, e del fatto che il passaggio al livello che incrocia quella strada bella larga è una jattura perché la sbarra bassa dura un’eternità…

E inoltre c’è la questione delle svolte a sinistra, che richiedono molto più tempo delle svolte a destra.
E allora se per raggiungere una certa metà fai un gran svoltone a destra all’inizio e duecento svoltine a sinistra dopo, hai firmato la tua condanna al ritardo mentre se fai il contrario hai senz’altro fatto un affare. Ma qual è il giusto confine tra le due opzioni? Conviene fare tutto il giro sinistro della città? Fino a che punto spingersi?

A volte arrivo al lavoro già stanca e non so perché.
segnale di svolta

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