Archivio mensile:febbraio 2014

Pranzo nuziale

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Le parole sono importanti. A volte più di quello che c’è nel piatto.

Qualche anno fa mi sono cimentata nella stesura di un raffinato menu da matrimonio, l’ho stampato su una carta adatta, decorato con un semplice nastrino e posizionato di nascosto sui tavoli del ristorante al pranzo di nozze di una cara amica.
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Questo blog non è un albergo!

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Non ho avuto mai la seria tentazione di ribloggare qualcuno, forse perché per me ribloggare significa pubblicare qualcosa che sia perfettamente in linea con lo stile del blog, e non solo che mi piaccia (se no di roba ce ne sarebbe).
Oggi no, ho la tentazione e dunque lo faccio. Beccatevi questo.

Viaggi Ermeneutici

Un blog al giorno toglie il medico di torno. Qui una volta era tutto un blog. Il blog è bello ma non ci vivrei. Non ci sono più i blog di una volta. Chi blog l’aspetti. Rosso di sera, bel blog si spera. Piove! Blog ladro. Aiutati che il blog ti aiuta. Moglie e buoi nei blog tuoi.  Blog avvisato è mezzo salvato. Chi blog, l’aspetti. Blog che abbaia non morde. A blog estremi, estremi rimedi. Buon blog non mente. Il blog del vicino è sempre più verde.

Ma io non ci sto più, grido il blog e poi! Perché blog o non blog, arriveremo a Roma. E che ne sai tu di un blog di grano? Perché vedrai anche tu un blog in mezzo al cielo, e poi il blog è sempre più blu. Blogga, blogga bloggherino, tutta la notte ed al mattino. Secondo blog a destra, questo è il…

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Matinée

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Stamattina sono andata al mercato.

“Sono”… intendo sola, prima persona singolare. Senza neanche un bambino.

E’ che stanotte mi sono svegliata con un nuovo raffreddore, il mio stato malconcio mi ha fatto desisterere dalla mia stessa proposta di autoimmolazione “vado al mercato col bimbo…”

Mercato… mica quello con le scarpe e i vestiti, quello della roba da mangiare. Insomma sono andata a fare la spesa.
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A volte ritornano

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Essendo guariti papà, mamma e bimbo piccolo, si è subito ammalata bimba grande.

Domani pomeriggio papà ha un importante impegno di lavoro e mamma una visita medica prenotata un mese e mezzo fa.

La baby sitter num. 1 e la baby sitter num. 4 sono in convalescenza, la baby sitter num. 3 ha una vecchia zia in rianimazione, la baby sitter num. 2  è guarita ma lavora.

Abbiamo deciso di riesumare la baby sitter num. 5, basterà darle una soffiatina sul capo per togliere la polvere e al limite un’oliatina alle giunture.

Va tutto bene.

Va. Tutto. Bene.

frankenstein

L’orgia

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“Ero lì, in un’orgia. Non c’avevo voglia…” cantava Giorgio Gaber.

Il problema non è sognare di trovarsi nel bel mezzo di un’orgia, l’inconscio si scatena e chissà cosa ci vuol dire. Certo è che per chi, come me, si ricorda gran parte dei sogni, non c’è da stupirsi più di niente.

Il problema non è non avere voglia, in fondo capita di trovarsi in mezzo ad una festa in cui non è che tutti gli invitati ti stanno simpatici, e allora devi trovare dei modi educati per evitare la compagnia di alcuni in favore di quella di altri.

Il problema è quando lavori in mezzo a tanti uomini…
Nell’orgia del tuo sogno non vai certo a metterci tuo marito, ma di sicuro ci devi mettere qualcuno che hai visto nelle ultime 24/48 ore, e allora, se non abiti in un condominio tanto grande, che fai? Nell’orgia ci metti qualche collega, niente di più facile.

Il problema è il giorno dopo, al lavoro, dissimulare il tutto. TU SAI. Loro no.
Faccia da Monna Lisa.