Matinée

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Stamattina sono andata al mercato.

“Sono”… intendo sola, prima persona singolare. Senza neanche un bambino.

E’ che stanotte mi sono svegliata con un nuovo raffreddore, il mio stato malconcio mi ha fatto desisterere dalla mia stessa proposta di autoimmolazione “vado al mercato col bimbo…”

Mercato… mica quello con le scarpe e i vestiti, quello della roba da mangiare. Insomma sono andata a fare la spesa.

Non potevo permettermi di uscire troppo tardi perché ad una certa ora finisce la ricotta.
Sono stata fortunata. Mentre ero ancora a letto, ad un certo punto il bimbo ha fatto un po’ di urli disperati, ecco, adesso mi tocca… Mi sono alzata e ha smesso, sono entrata in camera ed era carponi, immobile, completamente di traverso, rivolto verso est.
È morto. No, forse è assorto nella preghiera. No, forse si è riaddormentato.

Torno a letto, ma ormai sono sveglia. Bando alle ciance, questo è il momento giusto per uscire.

Mi vesto furtiva, mia figlia mi sgama e fa per alzarsi.
“Torna a letto, tesoro” “Ma è giorno?” “Sì…” “E allora perché devo tornare a letto?” (bambina intelligente)
“Perché io ora vado al mercato e papà sicuramente vuole dormire ancora, quindi fai un favore a papà, torna a letto.”

Evito di fare la doccia perché con quella il bimbo si sveglia di sicuro, però mi lavo, mi pettino e mi metto fard e rossetto, al mercato c’è un casaro che ha un certo fascino. Una volta mi ha fatto un complimento.

Prendo la borsa piccola. Quella leggera, in cui non ci stanno pannolino, cracker, biscotti, palloncini, ciuccio, due giochini e fazzoletto grande per ogni evenienza. Non ci sta neanche la mia bottiglietta d’acqua, sopravviverò.

Passando davanti alla camera dei bimbi si avverte un forte odore di escrementi solidi, che neanche in una stalla della bassa padana. Solidi, per fortuna, è un bel traguardo dopo due settimane di diarrea.

Siccome sono un’impudica, non mi basta uscire di nascosto per andare a fare la spesa da sola, no, e allora decido anche di andare a fare colazione al bar.
Scelgo una pasticceria lungo il percorso, che ha un’ottima fama, non ci sono mai entrata prima. Cappuccio e pasta sono abbastanza buoni ma nulla di stratosferico, in compenso la tazza è molto bella. Alzando gli occhi mi delude un po’ vederne altre venti uguali, speravo fossero tutte diverse, come a casa mia. Pazienza.
Mentre finisco il cappuccino un tizio chiede una spremuta. Aaaahh, vorrei anch’io una spremuta, grazie, che fa tanto bene per il raffreddore! Me la preparano loro, che bella cosa.
Vado a pagare e la cassiera mi augura una buona giornata. Buona giornata anche a lei! 🙂

Mentre torno alla macchina mi cola un po’ il naso. Apro la borsa, cerco un fazzoletto e lo trovo.
Entrata in macchina mi guardo nello specchietto retrovisore, il rossetto se n’è andato col cornetto e nella microborsa non ho i trucchi. Pazienza. Il casaro mi amerà lo stesso?

Arrivo in zona mercato, esco da parcheggio sotterraneo e spunta il sole. Aaaahhh!!!

Prendo farina e sorrisi, poi latte e yogurt, poi via dal casaro, la ricotta c’è ancora e c’è anche lui e facciamo un paio di battute giocando alla finta rivalità col suo giovane aiutante.

Cerco monete in borsa e mi accorgo di avere con me anche la bottiglietta dell’acqua, lusso.

Poi incontro un amico e per pura fortuna riesco a dire solo “ciao” a sua figlia e a non chiamarla col nome del fratello.

Poi carne. Ho beccato la settimana in cui c’è il mio produttore preferito!
Poi prendo due cascioni che forse non vorrà mangiare nessuno e io mi arrabbierò, o forse mangeranno e sarò felice di non averli cucinati io.
Nel dubbio prendo anche due hamburger, ché quelli li mangiano di sicuro.
Poi passo dal pesce e il venditore mi dà consigli su come eliminare la sabbia dalle vongole e lo fa in modo delizioso.

Poi arrivo al miele. Mi gira la testa… ciliegio, melo e tarassaco, tiglio, castagno, bosco, acacia, erba medica, millefiori. Cosa prendo? Mi metto a conversare di miele con un anziano signore, ne assaggio tre tipi, mi chiarisco le idee e mi rilasso.

Ok, ora sono pronta a tornare là.
Là nel girone infernale dove Dante colloca un particolare tipo di lussuriosiosi, quelli che non hanno usato precauzioni: il girone infernale dei genitori!

PS: appena finito di scrivere e rivedere questo post, un istante prima di pubblicarlo, il pupino (che dormiva) si è messo a piangere, l’ho preso in braccio e ha vomitato addosso al mio maglione nuovo e al suo pupazzo preferito.

orsacchiotto

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