Playground around the corner

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Le giornate coi bimbi piccoli sono faticose.
Lo immaginavate? Perspicaci!

La notizia bomba in realtà è un’altra: andare in vacanza con bimbi piccoli non è affatto riposante.

Quando i bimbi sono piccoli c’è un unico modo per sopravvivere in viaggio: trovare ogni giorno qualche attività divertente per loro. Contenti loro contenti noi.

Ma a volte non è facile sapere come.

Che so, organizzi una gita a Firenze… facile sapere dove sono gli uffizi, meno facile sapere dove si trova il parco giochi più vicino a te.

Ci sono una app e un sito fantastici.
Mappano i parchi giochi, non quelli a pagamento, costosi, già noti, ma quelli piccolini, gratuiti, dietro l’angolo.
E infatti si chiamano Playground around the corner.
Ecco, ve l’ho detto.

Però ora ho una richiesta.
Siccome non è pensabile che la mamma ideatrice del sito sia stata ovunque, c’è bisogno di segnalazioni da parte di tutti e perciò chiedo a tutti voi di partecipare, fotografare, segnalare parchi. Io ho iniziato.
E in più… visto che il mio blog ha una portata limitata e non è neanche specificatamente a tema mammesco, voi tutte mamme blogger, o blogger e basta, e anche voialtri tutti che avete almeno account facebook o twitter… DIVULGATE!
Grazie.
Baci a tutti :-*
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  1. Io non ho una pagina Facebook, ma talvolta mi capita di andarci per guardare i profili delle persone che ho perso di vista.
    A questo proposito, ti dirò che mi ferisce particolarmente quando guardo le loro foto e mi accorgo che non solo non conosco le persone con cui loro si sono fatti fotografare, ma neanche quelle che cliccano “Mi piace”, nemmeno quelle che commentano… quando succede questo allora vuol dire che l’ intera vita sociale e affettiva di quella persona é diventata un mondo estraneo per te. Ti senti terribilmente escluso.
    Una sensazione simile l’ ho provata l’ anno scorso, quando ho guardato il profilo Facebook del mio storico compagno di banco del liceo. Ha postato delle foto di lui ad Oslo: pensavo ci fosse andato in vacanza, invece leggo i commenti e cosa scopro? Che ci sta facendo l’ Erasmus… soltanto pochi anni fa lui mi diceva anche cos’ aveva mangiato per colazione, e adesso anche una novità gigantesca come questa l’ ho scoperta per puro caso e per di più via Facebook…
    Altro lato negativo di Facebook: diminuisce gli argomenti di conversazione. In che senso? Cerco di spiegarlo.
    Prima di Facebook, quando cominciavi a conoscere una persona tu di essa conoscevi solo poche informazioni fondamentali (nome, cognome, età eccetera), e di conseguenza lei per te era un territorio inesplorato, un libro ancora da leggere, un mondo sconosciuto. Lo stesso valeva per l’ altra persona, e quindi avevate mille cose di cui poter parlare: film preferiti, libri, musica eccetera.
    Facebook ha ucciso tutto questo, perché adesso, quando 2 persone iniziano a conoscersi, questi dettagli li scoprono “scavando” nei rispettivi profili Facebook, non parlandone a voce. Così, quando queste due persone avviano una conversazione, non possono più tirar fuori delle domande per rompere il ghiaccio del tipo “che film ti piacciono” o “che musica ascolti”. E se anche le tirano fuori e cominciano a parlarne, l’ uno sa già cosa risponderà l’ altro, e quindi non c’é più l’ effetto sorpresa.
    Facebook ha eliminato quella che gli inglesi chiamano “small talk”, la conversazione su argomenti di poca importanza che serve a creare un’ atmosfera rilassata tra 2 persone.

    • sono d’accordo con te sul fatto che facebook rovina un po’ l’effetto sorpresa, ma di contro a me è capitato anche di scoprire interessi dell’altro che forse non sarebbero emersi in conversazioni a voce, forse perchè ognuno di noi tende a filtrare gli argomenti che pensa che all’interlocutore non interessino. Inoltre se su social media si accennano un sacco di informazioni, è poi difficile approfondirle, prerogativa che rimane, a mio avviso, appannaggio della conversazione ‘de visu’.
      Ciao e grazie della visita 🙂

      • Non avevo pensato al fatto che per certi versi Facebook possa anche aiutare la conversazione “de visu”, oltre che depauperarla. Grazie a te per la risposta! : )

  2. Sono fuori dal problema ormai ma ti capisco.Quando i miei figli erano piccoli i nostri viaggi includevano sempre un parco giochi e altre amenità del genere.Un anno poi abbiamo dedicato la nostra vacanza ai parchi della Riviera.La nostra gioia era vederli felici,e noi stessi tornavamo bambini.Per i musei e le chiese c’è tempo,anche se noi un anno li abbiamo portati in Umbria…Ricordo che il piccolino mi disse”-basta chiese!!!
    Ben vengano questi piccoli parchi,non ti posso aiutare ma condivido la tua scelta.

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