Archivio mensile:novembre 2014

Non importa se sei leone o gazzella… cammina!

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Oggi voglio fare una confessione.
Ogni tanto rubo una mezz’ora di tempo al mondo e ai miei doveri di mamma-moglie-lavoratrice e vado… a camminare.

Lo faccio per svuotare la mente dai pensieri e svuotare i fianchi dai cuscinetti adiposi.

Poi, beh, sì, anche per la salute… ma che cos’è la salute, se non un apostrofo rosa tra le parole stabenelamiamente e stabeneilmiocorpo?

Dunque esco dal lavoro, salgo in macchina, un quarto d’ora e… zac! Fugacemente, a metà percorso, mi infratto al limitare di un parco, parcheggio e mi incammino.

30 minuti il minimo sindacale, 40 minuti il massimo praticabile.

La cosa fondamentale, ma difficilissima, è svuotare la mente dai pensieri. L’unico modo in cui riesco a farlo (a tratti) è respirare a ritmo dei miei passi e un tantino rumorosamente, così ascolto il respiro e non penso ad altro.
Poi a volte qualcuno, davanti a me, si volta immaginando la presenza di un pazzo maniaco, ma vabbè… da quelle parti non mi conosce nessuno.

Fondamentale, poi, una buona postura.

– per distendere la zona lombare faccio sì che sia il pube ad avanzare guidando il resto del corpo, il che non mi riesce naturale non essendo io un uomo

– per defatigare la zona cervicale petto in fuori, il che non mi riesce naturale non essendo io donna sfrontata (e mi procura, peraltro, imbarazzanti sguardi da parte di nonnini in panchina)

– per completare il tutto innalzo il capo come se fossi una decorazione natalizia appesa all’albero, il che non mi riesce naturale essendo io una gran palla sempre e non solo a Natale

Dopo un po’, facciamo una ventina di minuti, le gambe si gasano, si montano la testa, e iniziano ad andare da sole. Bene, un problema in meno.

Inizio a sbadigliare, segno che il cervello sta cedendo, le tensioni perdono colpi e il mio organismo sta riadattandosi a lavorare a ritmi umani. Ogni sbadiglio un piccolo passo per l’organismo, un grande passo per la serenità.

Poi succede che una specie di scossa mi attraversa, sento della roba buona che mi percorre dalla testa ai piedi. Oh, boia, le endorfine!!! Ma allora esistono!

Aaaaah!!!

Fine camminata. Risalgo in macchina, verso la seconda parte della dura giornata.

camminare

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Boom

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Sotto pressione, all’inseguimento di troppi obiettivi, in lotta continua con gli istinti.
Tra un po’ esplodo.

Quali schegge colpiranno chi mi circonda, quali frammenti penetreranno le carni altrui?

Vaffanculo taciuti* pezzi di coltri di indolenza * note urlate * istinti sessuali * giudizi inespressi * ceffoni * rutti * desideri lancinanti * voglio il cinema * voglio la cioccolata * voglio la carne battuta il coltello * voglio la doccia bollente *  di più! *  voglio il sole * voglio silenzio * voglio correre su per le scale * voglio vestirmi di rosso dalla testa ai piedi * voglio abbracciare quelli che voglio abbracciare e scuotere forte quelli di impolverati * voglio immergere nel miele d’acacia la dada stronza del nido * voglio spegnermi * voglio riaccendermi.

scoppio

Domenica mattina

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Domenica mattina.

Ore 7.15 prima colazione a base di gallette di farro integrale con miele.
Ore 8 tre quarti d’ora di camminata svelta spingendo il passeggino, per riattivare il metabilismo e comprare i cornetti per il resto della famiglia. Salto in farmacia, va là, che saranno tre giorni che non ci vado.

Ore 9.15 seconda colazione a base di cornetto con marmellata.
Sticazzi.
brioche