Archivio mensile:dicembre 2014

WordPress report

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WordPress mi ha mandato il rapporto annuale dell’attività del blog.

Dice che la metropolitana di New York trasporta 1200 passeggeri al giorno e che il mio blog ha ricevuto più visite di quanti sono gli alunni della scuola media di Starnuti Sul Piave.
Wow, sì.

Poi dice da quali siti provengono i visitatori, e qui vorrei ringraziare “Ho voglia di chiacchiere” e anche “La giostra va”, che però, ahimè, ha appeno chiuso i battenti.

Poi mi dice che gli articoli più letti del 2014 sono stati, a parte Pranzo nuziale, quelli sui lombrichi, e fin qui niente di nuovo perché avevo già notato che i lombrichi sono il mio cavallo di Troia.

Poi mi dice che mi leggete da 41 paesi diversi. Eh?!? Io neanche li conosco 41 paesi diversi!!! Voglio dire… ho quattro lettori in tutto eppure da 41 paesi diversi?!?
Ti prego, o lettore emigrante o roba del genere che mi leggi dall’estero, mi dici da che paese mi leggi? Grazie! 🙂

wordpress report

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Istantanee di un Natale

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Il Natale inizia il giorno prima dell’Immacolata.

Prima dell’albero grande tiriamo fuori quello mini, e il bimbo mini rompe subito l’unica palla frangibile. Poi va in cucina, si arrampica su una sedia e ruba dal calendario dell’avvento il cioccolatino della vigilia, quello a forma di babbo natale, mozzandogli la testa.
Iniziamo bene.

Per fortuna sono già a buon punto con i regali, avendo iniziato a ottobre.
Sì, perché poi lo so come va a finire… impegni, malattie, feste etc e in un attimo è Natale e ci si arriva sfiniti.

Ma non bisogna abbattersi, infatti il piccolo selvaggio, miracolosamente, poi non rompe più palle, salvo romperle metaforicamente ogni giorno per avere un’irregolare doppia dose di cioccolatino.
Vabbè.

Dopo l’immacolata inizia l’accelerarsi, neanche a dirlo, di impegni, saluti, feste, cene, malattie, antibiotici quasi per tutti.

Questo è l’anno delle check-list, ne faccio ovunque per tutti gli scopi, al lavoro, per la spesa, per la lista dei regali, per la valigia per andare dai parenti. Sono tentata di fare una meta check-list per controllarle tutte, giacché due anni fa, dopo avere riempito una valigetta coi vestiti del bimbo allora neonato, ce la siamo bellamente dimenticata a casa.

Grazie alle liste arrivo alla settimana prenatalizia conservando un minimo di sanità mentale.

La settimana è densa di impegni.

Babbo Natale presenzialista porta doni all’asilo, alla festa in ufficio da papà e alla festa con gli amici, ma quello da papà è un’impostore “si vede l’elastico” della barba, mentre quello all’asilo, “quello era vero”. Alla festa con gli amici ha la buona creanza di non mostrarsi, suona giusto il campanello, però non porta il regalo chiesto nella letterina e questo è fonte di sconforto. Ma si sopravvive.

In compenso a Natale ci prende, e porta una meravigliosa trousse di trucchi che probabilmente la mamma chiederà in prestito alla figlia per le serate importanti.
Al bimbo, due anni e mezzo, regala una fantastica chitarrina, una passione annunciata, il bimbo non se ne separa neanche per andare a letto.

Lui è bellissimo, al pranzo di Natale indossa un elegante papillon, casualmente identico a quello dello zio. Lei anche, è bellissima, le cugine le colorano le palpebre con l’ombrello della trousse, ma quel che è bello non è il colore delle palpebre, bensì la luce degli occhi di questa cinquenne quando gioca con le due adolescenti dalle gambe lunghe.

Buon Natale

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Vanità

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Lo so che ha più di 70 anni.
Lo so che è un discreto parac commerciale.
Lo so che sono una sua cliente (anche se non sono certo io a farlo sopravvivere).

Ma io non sono solo una mamma, non sono solo un ingegnere, sono pur sempre una donna.
E ad una donna, sentirsi dire “sei di una bellezza spettacolare”, le ripulisce la giornata.

bolle di sapone

Un libro per la memoria

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Un genio del crimine.

Sempre detto io, ci vuole strategia.

Per evitare l’ansia da regali natalizi trovo un modo per portarmi avanti coi lavori nonostante la presenza dei bimbi.

“Bimbi, andiamo in una libreria, che voglio prendere un libro per la nonna, ma mi raccomando, ci sono cose anche per bambini… guardare e non comprare, ché tra poco è Natale e di roba ne arriverà”

Lei “Promesso! Guardo ma non chiedo di comprare”. Lui, insonnolito, tace e acconsente.

Conosco i miei polli. Appena entrati lei si perde nell’ammirazione di un qualche ammennicolo e io ZAC! agguanto l’oggetto del desiderio regalo di Babbo Natale, lo passo furtivo al cassiere, pago e metto in borsa.

“Tesoro qui non ce l’hanno il libro per la nonna, andiamo”

Poi, diabolica, penso che pochi metri più avanti c’è una libreria ancora più grande, chissà che non ci sia altra roba buona, poi magari prendo davvero il libro per la nonna.

Roba da bambini poca, ma per il resto la libreria è ben fornita. I bimbi iniziano a scalpitare, tiro fuori dalla borsa i pupazzetti Kinder per le emergenze (sono o non sono previdente?!), bimbi felicissimi, mi avvicino al tavolo dei best seller.
Leggo un po’ di quarte copertine, chiedo consiglio al commesso, pago e usciamo.

Che figa! In un colpo solo, e coi bambini al seguito, ho preso due regali e uno addirittura è per la nonna che non è mia mamma, ma mia suocera!

Basta un po’ di tattica e con poca fatica si fa tutto. Sono a cavallo. Yeah!

Arriviamo a casa. “Tesoro ho trovato quella cosa là e già che c’ero ho preso un regalo per tua mamma, così non devi stare a perdere tempo tu. Guarda, questo libro qui! Dev’essere proprio bello!”

“Ma gliel’hai già regalato uguale due mesi fa…”

Piccola piccola. Sono piccola.

E un poco stanca.

mafalda

Aspirazioni

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Venerdì sera col cesto dei panni sporchi vuoto.

Inebriante la prospettiva di passare un fine settimana senza far lavatrici, roba da far venire voglia di passare il weekend lungo sulla neve, se non fosse per il raffreddore, tosse, mal di gola.

Sabato sera… sabato sera ci sono due set di pantaloni-mutande-calzini pisciati, con annesso straccio usato per pulire la pipì dal pavimento, più una mutanda con strisciata di cacca (“non ho fatto in tempo a pulirmi all’asilo perchè la mia amica voleva toccarmi con lo scopettino del water sporco”), più sei strofinacci da cucina usati per pulire il divano affrescato da uno scellerato pittore in erba.

La vita ti insegna che coltivare aspirazioni è bello e nobile, ma non crederci proprio troppo, eh!

lavatrice