Istantanee di un Natale

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Il Natale inizia il giorno prima dell’Immacolata.

Prima dell’albero grande tiriamo fuori quello mini, e il bimbo mini rompe subito l’unica palla frangibile. Poi va in cucina, si arrampica su una sedia e ruba dal calendario dell’avvento il cioccolatino della vigilia, quello a forma di babbo natale, mozzandogli la testa.
Iniziamo bene.

Per fortuna sono già a buon punto con i regali, avendo iniziato a ottobre.
Sì, perché poi lo so come va a finire… impegni, malattie, feste etc e in un attimo è Natale e ci si arriva sfiniti.

Ma non bisogna abbattersi, infatti il piccolo selvaggio, miracolosamente, poi non rompe più palle, salvo romperle metaforicamente ogni giorno per avere un’irregolare doppia dose di cioccolatino.
Vabbè.

Dopo l’immacolata inizia l’accelerarsi, neanche a dirlo, di impegni, saluti, feste, cene, malattie, antibiotici quasi per tutti.

Questo è l’anno delle check-list, ne faccio ovunque per tutti gli scopi, al lavoro, per la spesa, per la lista dei regali, per la valigia per andare dai parenti. Sono tentata di fare una meta check-list per controllarle tutte, giacché due anni fa, dopo avere riempito una valigetta coi vestiti del bimbo allora neonato, ce la siamo bellamente dimenticata a casa.

Grazie alle liste arrivo alla settimana prenatalizia conservando un minimo di sanità mentale.

La settimana è densa di impegni.

Babbo Natale presenzialista porta doni all’asilo, alla festa in ufficio da papà e alla festa con gli amici, ma quello da papà è un’impostore “si vede l’elastico” della barba, mentre quello all’asilo, “quello era vero”. Alla festa con gli amici ha la buona creanza di non mostrarsi, suona giusto il campanello, però non porta il regalo chiesto nella letterina e questo è fonte di sconforto. Ma si sopravvive.

In compenso a Natale ci prende, e porta una meravigliosa trousse di trucchi che probabilmente la mamma chiederà in prestito alla figlia per le serate importanti.
Al bimbo, due anni e mezzo, regala una fantastica chitarrina, una passione annunciata, il bimbo non se ne separa neanche per andare a letto.

Lui è bellissimo, al pranzo di Natale indossa un elegante papillon, casualmente identico a quello dello zio. Lei anche, è bellissima, le cugine le colorano le palpebre con l’ombrello della trousse, ma quel che è bello non è il colore delle palpebre, bensì la luce degli occhi di questa cinquenne quando gioca con le due adolescenti dalle gambe lunghe.

Buon Natale

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