Montagna – giorno 1

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Qualche giorno di montagna. Pochi ma in un albergo bene attrezzato per i bimbi.
Un’amica mi dice “rilassati”…

Vorrei sapere cosa accade di chimico nel nostro corpo quando ti svegli alle 5.30 e speri ardentemente di riaddormentarti, che sarà una giornata piena. Quando il bimbo si sveglia che non sono neanche le sette e un po’ ringrazi il cielo che alla fine ti eri riaddormentata e che lui comunque è arrivato a neanche le sette. E quando cerchi di convincerlo a riposare ancora un po’, va bene, anche qui con la mamma, ok pure la chitarra.
E quando invece la bimba devi convincerla ad alzarsi e lui devi rincorrerlo per vestirlo e lei spronarla allo sfinimento affinché si vesta.

E quando cerchi di convincere lei che i cornetti, seppur piccoli, tre sono troppi e mangia un po’ di frutta che ti fa bene e cerchi di convincere lui che i cornetti, seppur piccoli, tre son troppi e basta spalmare lo yogurt sulla fetta di kiwi, no la chitarra dopo perché hai le mani sporche e smettila di metterle dentro lo yogurt e tu finisci la colazione non puoi meditare per mezz’ora dopo ogni boccone, e tu smetti di mettere le mani nello yogurt, ora te lo tolgo, non urlare che c’è gente, te lo ridò ma smettila di far pasticci.
Come signora? Mi capisce perché ha due nipoti di quell’età?

Vorrei sapere cosa succede di chimico nel nostro corpo quando torni in camera e ricomincia la solfa della vestizione, stavolta quella vera con le tute da sci e fai il censimento di sciarpe cappelli guanti tuoi e dei bimbi e poi appena usciti dall’albergo è il papà che ha dimenticato il suo berretto.
Poi il papà va a prendere il bob dell’albergo è però il lucchetto non si apre e allora facciamo senza.
E intanto bimbi vi metto la crema, tu lascia stare quel tappo se no cade di sotto… ecco è caduto di sotto, le scale sono ghiacciate vado a prenderlo io guai a chi si muove – guai a chi si muove – guai a chi si muove.

Quando il tizio la sera prima ti ha detto ma sì andate a piedi perché coi bimbi al massimo ci mettete 10 minuti e però lui “baccio, baccio” e lei “sono stanca di camminare mi fanno male i piedi” e non siete neanche ad un terzo di strada.
Cosa succede quando sei lì che noleggi l’attrezzatura, sei in ritardo col maestro, sudatissima, il bimbo che scappa da tutte le parti, pensi che fondamentalmente la giornata non è neanche cominciata, cerchi di convincere lei che sì, camminare con gli scarponi è scomodo ma abbi pazienza e cerchiamo da arrivare fino a là, e cerchi di capire se conviene che tu, oltre a trasportare i tuoi sci dai la mano al fuggitivo oppure porti in spalla anche gli sci di lei che magari così fai meno fatica.

Cosa succede quando lei è entrata nel recinto per la prima lezione di sci della sua vita, tu hai reindossato gli sci dopo dieci anni e il piccolo ha smesso di piangere e protestare e tu puoi veramente, per davvero, provare a fare qualche discesa.
Cosa succede quando ti rendi conto che non ricordavi quanto tirassero i muscoli delle gambe e che forse dieci anni fa eri più giovane di dieci anni, e quando ti rendi conto di quanto sia comunque uno sport aerobico e quanto è bello respirare.
E con soddisfazione pensi che l’abbondante colazione ha trovato un senso.
E quando pensi che vorresti farti tutte le discese della vallata ma c’è quel pover’uomo di tuo marito a bada del piccolo e poi li trovi che si divertono a scivolare sulle padelle.
E che non vuoi perderti l’esperienza di tua figlia e la vedi che sorride alla maestra e riesce a seguire le sue indicazioni.
E allora visto che per ora ti sei poi fatta solo il campo scuola ti fai un giro di cabinovia, scopri che su ci sono cose per i bimbi, ti fai le piste per scendere, decidendo che saranno le ultime della giornata che già troppa grazia.

Cosa succede poi in cabinovia quando il bimbo trema per la paura e quando a te cade un guanto poi gli occhiali poi gli sci ma li tiene la mamma di fronte a te, che ha due bimbi un po’ più grandi e ha presente…

Vorrei capire cosa succede di chimico quando fai il gioco di scivolare giù coi ciambelloni giganti perché “mamma ora voglio fare un giro anche con te” e scendendo pensi che ti spaccherai la testa, e quando pensi che è bello che siamo tutti diversi e papà si diverte tanto e “i prossimi giri li fai con lui”.
E poi vuoi i cracker? non andare lì che ti vengono addosso! su appena arriva papà fai un giro anche tu, non andare lì che ti vengono addosso, sì ecco il cracker, sì adesso papà arriva, non andare lì che ti vengono addosso! e pensi che la giornata è ancora lunga.

Cosa succede quando le chiedi di mostrarti cos’ha imparato e ti dice “mamma non tenermi che voglio andare avanti da sola” e sei felice e ti sembra un miracolo.

Cosa succede quando in trattoria vuoi convincere il bimbo ad andare in bagno nonostante la tutona monopezzo e perdi il turno due volte e lui scappa e quando guadagni l’accesso al cesso lui si dimena così tanto che sai che c’è? non la facciamo, tuo padre aveva previsto tutto ciò è ti ha impannolinato e allora basta.
Poi sei a pranzo e lui prende sportive cucchiaiate piene di brodo e il brodo va sulla tuta e provi a togliergli il brodo e lui strilla e tu in emergenza gli racconti di quella volta che in montagna hai incontrato un lupo vegetariano che aveva paura di essere mangiato dagli uomini e in qualche modo alla fine del pranzo ci si arriva ma tu pensi che tra poco schiatterai.

E quando arrivati in albergo lui è stanco ma non vuole dormire, tu sei morta e vuoi dormire, la bimba no, il papà non si sa. Tu lasci il bimbo quasi dormiente che poi però si rialza due volte e allora subentra papà. Lei si convince a provarci nel letto con te, poi va di là dal papà poi torna da te. Poi dopo un po’ riapri gli occhi che lei armeggia col telecomando ma la TV non si accende, poi va a prendere da disegnare, “sei in mutande vieni sotto le coperte”, allora si sveglia papà e la richiama nel suo letto e dopo un po’ dormono tutti tranne te.

Poi bimba e papà si alzano e vanno in piscina, tu rimani in camera ad aspettare che lui si svegli per raggiungerli. Se sarà tardi lasci lui col papà in piscina – lavi e asciughi lei – la porti al centro giochi e vai a fare un bagno turco.
E invece lui dorme tre ore, provi a tratti a svegliarlo ma è in una specie di stato di ibernazione. Pensi che se dorme a sufficienza potrebbe al limite comportarsi civilmente a cena.

Tornano lei e il papà prima del previsto perché lui le ha fatto fare un tuffo brutto e lei si è scocciata. Allora il papà potrebbe comunque portare in piscina lui. No, è tardi. Allora  papà al bagno turco e i bimbi dai giochi con la tua supervisione perché lei è grande e può stare sola con le dade ma lui no. Poi al ritorno del papà farete il cambio. Scendi coi bimbi e la chitarra e per i primi tre minuti pizzichi malinconicamente le corde seduta in un angolo sentendoti addosso il giudizio delle dade.

Poi tu in bagno turco e il papà che scopre che per il giorno dopo non c’è più posto per la bimba in nessun corso collettivo né individuale e che abbiamo già perso la seconda chiave della stanza. Appena vedi il piccolo che mette la manaccia sulla chiave della cassaforte tiri un urlo.
Poi dopo un po’ si trova posto per la lezione e dopo mezz’ora di ricostruzioni che neanche chi l’ha visto, basta una mano in tasca a fare rispuntare la chiave.

Grazie alla complicità di una quindicina di pupazzetti (kinder e non) la cena va abbastanza bene salvo che la consueta cacca di metà pasto richiede la salita di tre piani a piedi, ché l’ascensore pare in sciopero, proprio quando si sta per ordinare il dolce.

Poi, a conciliazione del sonno, urli bilaterali in camera per eccitazione e stanchezza e alle dieci il riposo dei guerrieri.

Vorrei sapere che cosa accade di chimico nel nostro corpo in questi momenti ma no, non lo chiamerei… relax. 😉montagna neve

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  3. la scena della colazione mi ha fatto sentire meno sola.
    ho girato il link al marito, magari si sente un po’ meglio anche lui, soprattutto dopo aver superato la cena.

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