Archivi categoria: Cuore di mamma

6 anni

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Lei balla.
E quando fa i saggi perlopiù sorride, perché ballare le piace proprio.

Lei voleva imparare a leggere e scrivere.
E a furia di chiedere come si legge questo e come si scrive quello ha imparato.

Lei conta, lei ragiona, lei vuole fare le addizioni.

Lei grande amante dei Lego, lei interessata ai numeri e alle forme, precisa si impegna.

Poi dopo avere costruito inventa storie.

E nell’impersonare i caratteri parla con accento romano, come i doppiatori dei cartoni.
E invece quando parla delle cose da bimba assume lo spiccato accento di una delle sue più care amiche.
E quando recita per davvero torna a non avere accenti e drammatizza con tutto il corpo e allarga le braccia che sembra Gassman.
L’ha imparato vedendo gli spettacoli a teatro, le piacciono tanto.

Lei è teneramente femminile.

Lei a volte dice sono timida, ma non è vero, è l’emozione di vivere che la sopraffà.

Lei canta, si ricorda tante canzoni, lei mi batte sistematicamente a Memory. E le canzoni sa anche inventarle. E si diverte se fa le rime.

Ma la cosa che più mi fa impazzire di lei, e che mi auguro che la accompagni sempre e che vorrei che emanasse con un soffio fatato in tutto il mondo, è che lei… lei è contenta di quello che ha.

Buon compleanno alla mia bimba ❤

scarpine danza

All’improvviso

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Il lanciatore di stelline, lo sbriciolatore di parmigiano-biscotti-fette biscottate, lo spalmatore sul tavolo di stracchino-yogurt, colui che se cade lo zucchero a velo sul pavimento della terrazza si china e lecca il pavimento della terrazza.

Quello che se incontra un ragazzo in cortile gli ruggisce, il bambino che va a letto col serpente e il pescecane, quello che il suo animale preferito è la tigre, quello che quando sogno di lui me lo raffiguro come una tigre o uno squalo.

Colui che quando urla gli si gonfia la vena del collo e sembra scoppiare, quello che “io sono aabiato!!!”, l’allagatore di bagni, spargitore di sabbia fuori dalla sabbiera, lo svuotatore-in-terra di cassetti, il distruttore di torri di scatole.

Ecco lui… siamo andati a cena fuori io e lui… e usciti dalla pizzeria mi ha chiesto il gelato… e dopo che gliel’ho comprato, mentre cercavo le monete nel portafogli, mi ha detto… “gazie mamma“. ❤

tigre

Con le unghie e coi denti

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Sono settimane (mesi?) che io e lui non usciamo senza figli.

Prendi il ritmo, poi una sfiga, due sfighe etc, e tac! ritmo spezzato e più niente.

Puntiamo ad una cena particolare che viene organizzata random ogni tanto durante l’estate. Al momento ci sono solo due date: martedì e giovedì.
Proviamo a proporla a due nuovi amici.

Poi io mi ammalo. (E che…? Si ammalano tutti e io no?!?).
Però forse riesco a guarire in tempo, forse sì, forse no, boh.

I nostri amici hanno i figli dai nonni tutta la settimana e quindi hanno tutte le sere impegnate. Ma la nostra proposta è molto allettante, proveranno a liberarsi per martedì.

Sì, sì, riescono a liberarsi per martedì!

Dopo cena il messaggio uozzap “Allora? Che gli diciamo?”
E’ il papà dalla camera, che fa compagnia ai bambini che si stanno addormentando.
Io, dopo giorni di reclusione, sto ordinando la spesa online nell’altra stanza.
Il papà mi ricorda che dovremmo dare una conferma/smentita agli amici. Aggiunge “La babysitter numero due può…”

Incredibile, gli amici possono, la babysitter può, il papà è lanciatissimo… ma io non riesco a guarire per martedì 😦
E giovedì avremo un compleanno fino all’ora di cena quindi controindicazione causa bimbi cotti, e poi gli amici non possono.
Tristezza.

Finisco di mettere nel carrello le mozzarelle e uozzappo all’amica l’infausta situazione. Poi uozzappo a lui che ho uozzappato a lei.

Lei mi risponde che senza noi non andranno. Una carezza nel cuore mi dice “riprovaci”, ma non voglio alimentare (in me) false speranze.
Lui dalla camera rilancia per giovedì. (Tenace!)
Mi dice anche “Sento se la baby sitter numero due può anche giovedì”
(Seee figurati….)
Metto nel carrello le uova e uozzappo all’amica, lei risponde che sente il marito. (Chissa se via uozzapp o a voce?).

Attendo, metto nel carrello la carta igienica, arriva uozzapp dalla camera… la babysitter potrebbe! (Ma com’è che quando le chiama lui possono al primo colpo?!?!?)
Rimango in attesa del responso amichesco e approfitto per mettere nel carrello le fette biscottate.

Ecco, lei mi uozzappa che possono.

UUUAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHH

Fanculo le malattie! Fanculo le cottura post festa! Fanculo tutti!

Bene, i bimbi faranno i capricci per andare a dormire e lo faranno con la baby sitter e molto probabilmente la baby sitter sopravviverà e noi saremo andati a quella cena!

Ce-la-possiamo-fare!

si può fare

Dialogo intergenerazionale

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“Tesoro, perché gli hai dato una spinta?”
“…Cioè … perché lui mi ha dato una botta.”

Lei ha quasi 6 anni. Non quasi 16, quasi 6.

“Mamma!?”
“Sì?”
“Ho il pisello duro.”

Lui ha quasi 3 anni. Non quasi 13, quasi 3.

Sto sbagliando qualcosa?

Sto – sbagliando – qualcosa.

un sacco bello

Simpatie

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Lei compie sei anni e dà una piccola festicciola in casa.
Ha deciso di invitare le sue due amiche di asilo più care, tra cui la mia bimba.

Lui compie sei anni e dà una piccola festicciola in casa.
Ha deciso di invitare i suoi quattro amici di asilo più cari, tra cui la mia bimba.

Amori!

La gioia è soprattutto legata al fatto che le simpatie sono ricambiate.

cuore4

Ah, dimenticavo… le feste sono entrambe venerdì!

😯

Spartizioni

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Pranzo coi parenti. Sei adulti e due bambini.

Lei ha cinque anni e mezzo e a settembre andrà a scuola.

“Che bello nonna, ci sono le uova di quaglia! Vorrei mangiarne tante!”

“Amore, dovrebbero essere una per ognuno, però contale, così vediamo quante sono”

“Va bene! 1, 2, 3, 4…10. Sono dieci! E noi siamo… 1, 2, 3…8, noi siamo otto. Che bello, io posso mangiarne tre!”

“Ma tesoro… 10… 8…”
“…eh, già…8… 10… 2…”
“dunque… 10… 3… fa 7…”
“però in effetti… se fai…”
“…no, guardate che ha ragione lei…
“…sì, giusto… più 1… cioè meno 1…”

“Sì, sì, giusto! Tu puoi mangiarne tre! Brava!”

lavagna con formule

Montagna – giorno 3

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Proseguo alla pubblicazione del terzo giorno di montagna. Poi basta, giuro, ché ormai è primavera.

Il terzo giorno riproviamo a spingere la bimba al corso collettivo di sci (già pagato), ma lei proprio non ne vuole sapere, del resto anche oggi la cagano poco… salvo poi accorgersi e tentare di rimediare ma è ormai troppo tardi.

Piuttosto che tirare troppo la corda decidiamo di abbandonare il corso è la maestra sarà la… Mamma.

La fatica fisica è veramente notevole, soprattutto quando devo sostenere il suo corpo morto nei momenti di impasse, ma ben presto mi rendo conto che è ancora più bello che sciare è insegnare alla propria figlia a sciare.
E la bimba, peraltro, è molto contenta di farlo con la mamma. 🙂

Due giri di seggiovia e siamo entrambe da buttare e quindi verso le 10 e 30 si decide serenamente che la giornata sciistica è finita.
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Montagna – giorno 2

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Secondo giorno di montagna. Un pochino più facile del primo.

Durante la notte uno scambio di letti bimba-papà.
Alle quattro e mezza mi sveglio e prego di riaddormentarmi. Ce la faccio e sogno derivate e integrali (per i non addetti: roba complicata dell’università).

Mi sembra di dormire talmente tanto che mi assale il timore che non abbiamo sentito la sveglia e che possiamo arrivare tardi alla prima lezione collettiva della bimba (o molto peggio, che la colazione sia ridotta all’osso).
Premo un pulsante sul cellulare, che mi mostra 6.30.

Dopo pochissimi minuti un lamento “‘è gong?” (=”dov’è la chitarra?”).
Papà gli porta la chitarra, ma subito il bimbo raggiunge con essa il letto della mamma, dove riusciamo ad arrivare alle sette senza svegliare la bimba e permettendo a papà di sonnecchiare ancora.
Io approfitto della relativa quiete per fare coccole al bimbo mentre lui si scaccola.
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