Archivi categoria: Il lato comatoso

Latitanza (o del perchè da un po’ di tempo scrivo poco)

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“Dammi il gelato con la panna”

46 volte me lo ha ripetuto.

sfinita

 

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Riposo

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Sono stanca, tanto stanca.
Non solo il lavoro e la cura dei figli, ma ho anche altre beghe.
Talmente stanca che, nell’agognato momento di riposo notturno, quello che riesco a conquistare è di sognare di rovesciare per sbaglio la scatola di costruzioni del figlio di un’amica in una piazza e dover raccogliere i pezzetti ad uno ad uno.
E poi di accorgermi, poco prima della partenza del mio treno, di aver dimenticato a casa una cosa importante e allora correre a casa… correre… correre… e, no, le cose dimenticate sono tre, devo cercare di tenerle a mente, mi aiuterò ripetendomi le tre iniziali, S.A.S, correre… correre… S.A.S…. S.A.S…. correre… correre… correre… e poi arrivare a casa e la terza cosa da prendere non riuscire proprio a ricordarla. Niente.

stanchezza

Ricerche

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Periodo difficile, ai limiti del controllo.
In casa c’è casino, oggetti spariscono e non si ritrovano per giorni.
La cosa mi infastidisce talmente tanto che mi sono innervosita anche ieri quando facevo il controllo della testa di mia figlia e non ho trovato neanche un pidocchio.
disordine2

Montagna – giorno 3

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Proseguo alla pubblicazione del terzo giorno di montagna. Poi basta, giuro, ché ormai è primavera.

Il terzo giorno riproviamo a spingere la bimba al corso collettivo di sci (già pagato), ma lei proprio non ne vuole sapere, del resto anche oggi la cagano poco… salvo poi accorgersi e tentare di rimediare ma è ormai troppo tardi.

Piuttosto che tirare troppo la corda decidiamo di abbandonare il corso è la maestra sarà la… Mamma.

La fatica fisica è veramente notevole, soprattutto quando devo sostenere il suo corpo morto nei momenti di impasse, ma ben presto mi rendo conto che è ancora più bello che sciare è insegnare alla propria figlia a sciare.
E la bimba, peraltro, è molto contenta di farlo con la mamma. 🙂

Due giri di seggiovia e siamo entrambe da buttare e quindi verso le 10 e 30 si decide serenamente che la giornata sciistica è finita.
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Montagna – giorno 2

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Secondo giorno di montagna. Un pochino più facile del primo.

Durante la notte uno scambio di letti bimba-papà.
Alle quattro e mezza mi sveglio e prego di riaddormentarmi. Ce la faccio e sogno derivate e integrali (per i non addetti: roba complicata dell’università).

Mi sembra di dormire talmente tanto che mi assale il timore che non abbiamo sentito la sveglia e che possiamo arrivare tardi alla prima lezione collettiva della bimba (o molto peggio, che la colazione sia ridotta all’osso).
Premo un pulsante sul cellulare, che mi mostra 6.30.

Dopo pochissimi minuti un lamento “‘è gong?” (=”dov’è la chitarra?”).
Papà gli porta la chitarra, ma subito il bimbo raggiunge con essa il letto della mamma, dove riusciamo ad arrivare alle sette senza svegliare la bimba e permettendo a papà di sonnecchiare ancora.
Io approfitto della relativa quiete per fare coccole al bimbo mentre lui si scaccola.
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Montagna – giorno 1

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Qualche giorno di montagna. Pochi ma in un albergo bene attrezzato per i bimbi.
Un’amica mi dice “rilassati”…

Vorrei sapere cosa accade di chimico nel nostro corpo quando ti svegli alle 5.30 e speri ardentemente di riaddormentarti, che sarà una giornata piena. Quando il bimbo si sveglia che non sono neanche le sette e un po’ ringrazi il cielo che alla fine ti eri riaddormentata e che lui comunque è arrivato a neanche le sette. E quando cerchi di convincerlo a riposare ancora un po’, va bene, anche qui con la mamma, ok pure la chitarra.
E quando invece la bimba devi convincerla ad alzarsi e lui devi rincorrerlo per vestirlo e lei spronarla allo sfinimento affinché si vesta.

E quando cerchi di convincere lei che i cornetti, seppur piccoli, tre sono troppi e mangia un po’ di frutta che ti fa bene e cerchi di convincere lui che i cornetti, seppur piccoli, tre son troppi e basta spalmare lo yogurt sulla fetta di kiwi, no la chitarra dopo perché hai le mani sporche e smettila di metterle dentro lo yogurt e tu finisci la colazione non puoi meditare per mezz’ora dopo ogni boccone, e tu smetti di mettere le mani nello yogurt, ora te lo tolgo, non urlare che c’è gente, te lo ridò ma smettila di far pasticci.
Come signora? Mi capisce perché ha due nipoti di quell’età?
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Albe non chiare

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“Sono già due mattine di seguito che ci sveglia alle cinque e tre quarti per fare la cacca…”
Questo penso, non proprio felice per la coincidenza rilevata, mentre aspetto che finisca di farla.

Lui mi guarda e mi dice “bacio”.
Mi avvicino e imprime il suo umido segno d’affetto sulla mia guancia.

I  bambini sanno cos’è l’istinto di conservazione.

cuore 2

Un libro per la memoria

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Un genio del crimine.

Sempre detto io, ci vuole strategia.

Per evitare l’ansia da regali natalizi trovo un modo per portarmi avanti coi lavori nonostante la presenza dei bimbi.

“Bimbi, andiamo in una libreria, che voglio prendere un libro per la nonna, ma mi raccomando, ci sono cose anche per bambini… guardare e non comprare, ché tra poco è Natale e di roba ne arriverà”

Lei “Promesso! Guardo ma non chiedo di comprare”. Lui, insonnolito, tace e acconsente.

Conosco i miei polli. Appena entrati lei si perde nell’ammirazione di un qualche ammennicolo e io ZAC! agguanto l’oggetto del desiderio regalo di Babbo Natale, lo passo furtivo al cassiere, pago e metto in borsa.

“Tesoro qui non ce l’hanno il libro per la nonna, andiamo”

Poi, diabolica, penso che pochi metri più avanti c’è una libreria ancora più grande, chissà che non ci sia altra roba buona, poi magari prendo davvero il libro per la nonna.

Roba da bambini poca, ma per il resto la libreria è ben fornita. I bimbi iniziano a scalpitare, tiro fuori dalla borsa i pupazzetti Kinder per le emergenze (sono o non sono previdente?!), bimbi felicissimi, mi avvicino al tavolo dei best seller.
Leggo un po’ di quarte copertine, chiedo consiglio al commesso, pago e usciamo.

Che figa! In un colpo solo, e coi bambini al seguito, ho preso due regali e uno addirittura è per la nonna che non è mia mamma, ma mia suocera!

Basta un po’ di tattica e con poca fatica si fa tutto. Sono a cavallo. Yeah!

Arriviamo a casa. “Tesoro ho trovato quella cosa là e già che c’ero ho preso un regalo per tua mamma, così non devi stare a perdere tempo tu. Guarda, questo libro qui! Dev’essere proprio bello!”

“Ma gliel’hai già regalato uguale due mesi fa…”

Piccola piccola. Sono piccola.

E un poco stanca.

mafalda