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Cinematografia svedese

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Si narra che il grande regista svedese Ingmar Bergman abbia concepito uno dei suo film più famosi una domenica mattina all’Ikea, cercando gli attrezzi per stringere le viti della sua nuova cassettiera Malm.

Il titolo scelto fu “Il posto delle brugole“.

il posto delle fragole

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Autoanalisi

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Estate, tempo di vacanze.

Spero di avere presto un po’ di tempo per me, da dedicare alla mia crescita personale.
Vorrei capire meglio chi sono e cosa voglio veramente dalla vita.

Ho già selezionato un po’ di titoli che possono aiutarmi…

Questi i test cui vorrei affidarmi appena possibile:

  1. “Scopri quale personaggio de ‘Le casalingue‘ sei”
  2. “Scopri quale tipo di farina sei “
  3. “Scopri quale organismo monocellulare ti somiglia di più”
  4. “Scopri cosa significa il tuo nome in dialetto persicetano”
  5. “Scopri che numero di scarpe calzavi nella vita precedente”
  6. “Scopri quale piatto di pesce sei”
  7. “Scopri quale canzone di Minghi ti fa impazzire

test

40

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Oggi compio 40 anni.
Come dovrei sentirmi? In lutto?
Perché?

Forse a 40 anni più un giorno avrò molte più rughe che a 40 anni meno un giorno?
E se avrò più rughe piacerò di meno agli uomini? E quindi, per questo, sarò meno felice?
Oppure con più rughe non potrò più comportarmi da giovane?
E cosa significa “giovane”? Cosa significa “non più giovane”?
Significa che non potrò andare nei locali dei giovani senza sentirmi diversa?
Oppure che non avrò più scuse per non aver affrontato i miei problemi esistenziali?

In effetti ci vuole un discreto impegno per arrivare a 40 anni decentemente.
Ma se ci arrivi decentemente non hai che da guadagnarci.

Perché?
Perché a 20 anni non sai fare un cavolo, mentre a 40 sai fare un sacco di cose.
Perché a 20 anni a volte sei bella ma non ti ci senti, mentre a 40 anni ti senti bella anche se non lo sei.
Perché a 30 anni nel mondo del (mio) lavoro hai due handicap: sei giovane e sei donna, mentre a 40 non sei più giovane e di conseguenza puoi ricominciare a essere donna.
Perché a 20 anni un difetto fisico è una colpa che vuoi nascondere, mentre a 40 sono fatta così e nessuno mi rompa le balle.
Perché a 20 anni cerchi il principe azzurro, mentre a 40 anni (con un po’ di impegno) hai capito che la tua felicità non va messa in mani altrui.
Perché a 30 anni è tutto un “se avessi…”, “se fossi…”, mentre a 40 si fa con quel che si ha.

Torta

Produzione domestica

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Famiglia vuol dire lavorare per il bene comune.

Lavorare per il bene comune vuol dire che se lui è in giro col mini-lui e gli viene in mente di comprare la farina, ne compra un pacco da 5 chili.

Lavorare per il bene comune vuol dire che se lei è in giro con la mini-lei e le viene in mente di comprare la farina, ne compra un pacco da 5 chili.

Famiglia vuol dire, se non faccio male i conti, 10 chili di farina.

prodotti da forno

Intervista

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Siccome non tutti mi seguono anche su facebook, qualcuno di voi potrebbe anche essersi perso la mia intervista sul Picci blog. E magari ha dovuto ripiegare su un cinema, un teatro, una cena fuori… (invidia)

Comunque se siete talmente insa carini da leggermi qui potreste desiderare di leggermi anche là e dunque il link è questo.

Frozen

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Nell’ultimo post dicevo dell’importanza di coltivare il lato comico.
Non è sempre facile…

Ieri guardavo (di nuovo) Frozen coi bimbi.

E’ la storia di una principessa che nasce con un potere speciale: può ghiacciare le cose.
Da piccola un incidente rivela la pericolosità della sua dote e allora la bimba è costretta a crescere lontana dalla società al fine di imparare meglio a controllarla.

Raggiunta la maggiore età (ed essendo nel frattempo rimasta orfana) diventa regina, ma non appena una reiterata e assurda richiesta la fa spazientire le scappa un colpo di ghiacciata e allora tutti a dire “mostro, mostro! La regina è un mostro!”

Lei scappa via dalla vergogna ma durante la fuga ha presa di coscienza, raggiunge la vetta di un monte, diventa una gnocca da urlo e si costruisce un magnifico castello di ghiaccio. E manda tutti a cagare.

Ecco, a volte io mi sento così.

Due anni

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Due anni fa, il 4 gennaio, nasceva questo blog.
Una delle tante esperienze di vita che possono aiutare a crescere.

Questo blog mi ha insegnato che nulla è perfetto, tutto è perfettibile, ma dopo un po’ che perfezioni basta.

Mi ha insegnato anche ad accettare di essere diversa da quello che suppongo il mondo voglia da me.
Vorrei essere potente come Tiasmo o drammaticamente profonda come Diamanta o serenamente analitica come Giacani o ancora libera come 365 giorni senza uomini o culturalmente completa come Gintoki o spassosa come le 50 sfumature di sfumature di mamma.
Però io sono io e va bene così.

Ma la cosa più importante che mi ha insegnato il blog è soprattutto a coltivare, con costanza, neanche a dirlo, il lato comico.

Buon compleanno!
torta compleanno

WordPress report

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WordPress mi ha mandato il rapporto annuale dell’attività del blog.

Dice che la metropolitana di New York trasporta 1200 passeggeri al giorno e che il mio blog ha ricevuto più visite di quanti sono gli alunni della scuola media di Starnuti Sul Piave.
Wow, sì.

Poi dice da quali siti provengono i visitatori, e qui vorrei ringraziare “Ho voglia di chiacchiere” e anche “La giostra va”, che però, ahimè, ha appeno chiuso i battenti.

Poi mi dice che gli articoli più letti del 2014 sono stati, a parte Pranzo nuziale, quelli sui lombrichi, e fin qui niente di nuovo perché avevo già notato che i lombrichi sono il mio cavallo di Troia.

Poi mi dice che mi leggete da 41 paesi diversi. Eh?!? Io neanche li conosco 41 paesi diversi!!! Voglio dire… ho quattro lettori in tutto eppure da 41 paesi diversi?!?
Ti prego, o lettore emigrante o roba del genere che mi leggi dall’estero, mi dici da che paese mi leggi? Grazie! 🙂

wordpress report

Istantanee di un Natale

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Il Natale inizia il giorno prima dell’Immacolata.

Prima dell’albero grande tiriamo fuori quello mini, e il bimbo mini rompe subito l’unica palla frangibile. Poi va in cucina, si arrampica su una sedia e ruba dal calendario dell’avvento il cioccolatino della vigilia, quello a forma di babbo natale, mozzandogli la testa.
Iniziamo bene.

Per fortuna sono già a buon punto con i regali, avendo iniziato a ottobre.
Sì, perché poi lo so come va a finire… impegni, malattie, feste etc e in un attimo è Natale e ci si arriva sfiniti.

Ma non bisogna abbattersi, infatti il piccolo selvaggio, miracolosamente, poi non rompe più palle, salvo romperle metaforicamente ogni giorno per avere un’irregolare doppia dose di cioccolatino.
Vabbè.

Dopo l’immacolata inizia l’accelerarsi, neanche a dirlo, di impegni, saluti, feste, cene, malattie, antibiotici quasi per tutti.

Questo è l’anno delle check-list, ne faccio ovunque per tutti gli scopi, al lavoro, per la spesa, per la lista dei regali, per la valigia per andare dai parenti. Sono tentata di fare una meta check-list per controllarle tutte, giacché due anni fa, dopo avere riempito una valigetta coi vestiti del bimbo allora neonato, ce la siamo bellamente dimenticata a casa.

Grazie alle liste arrivo alla settimana prenatalizia conservando un minimo di sanità mentale.

La settimana è densa di impegni.

Babbo Natale presenzialista porta doni all’asilo, alla festa in ufficio da papà e alla festa con gli amici, ma quello da papà è un’impostore “si vede l’elastico” della barba, mentre quello all’asilo, “quello era vero”. Alla festa con gli amici ha la buona creanza di non mostrarsi, suona giusto il campanello, però non porta il regalo chiesto nella letterina e questo è fonte di sconforto. Ma si sopravvive.

In compenso a Natale ci prende, e porta una meravigliosa trousse di trucchi che probabilmente la mamma chiederà in prestito alla figlia per le serate importanti.
Al bimbo, due anni e mezzo, regala una fantastica chitarrina, una passione annunciata, il bimbo non se ne separa neanche per andare a letto.

Lui è bellissimo, al pranzo di Natale indossa un elegante papillon, casualmente identico a quello dello zio. Lei anche, è bellissima, le cugine le colorano le palpebre con l’ombrello della trousse, ma quel che è bello non è il colore delle palpebre, bensì la luce degli occhi di questa cinquenne quando gioca con le due adolescenti dalle gambe lunghe.

Buon Natale

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