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Il corpo che cambia

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Sulla scia dei buoni propositi settembrini ho deciso di mettermi a dieta.

Niente di grave, sono ai limiti del normopeso, però avrei della zavorra accumulata negli ultimi quindici anni ed è giunto il momento di perderla: ho finito di allattare, la gestione dei bimbi si regolarizza e tra pochi mesi compio quarant’anni.
Ora o mai più.

Voglio evitare di seguire una dieta da fame e poi smettere dopo una settimana, e anche di ritrovarmi con carenze, disturbi, disfunzioni. Soprattutto non posso permettermi di indebolirmi o stancarmi.
Decido dunque di fare sul serio e di rivolgermi ad una dietista.

E’ giovane e gnocca. Il primo aspetto mi rende orgogliosa di dare una mano ai giovani ad entrare nel mondo del lavoro, il secondo aspetto funge da ulteriore stimolo.

Quando mi dice che non mi toglierà il pane e marmellata a colazione la amo già follemente.

Mi dà un piano alimentare piuttosto completo, ad eccezione dei dolci e dei grassi animali, ma posso sopravvivere.
Quello su cui insiste di più è l’attività fisica, leggera, ma costante e aerobica. Tradotto: camminare.

Rivoluziono le mie abitudini: cammino spingendo il passeggino del mattiniero la domenica all’alba, lascio l’auto per scarpinate compatibili, giochiamo a chi porta più castagne di corsa da qua a là e poi da là a qua…

Al primo controllo mensile la bella dietista mi intervista, mi pesa e mi misura con l’impedenziometro, uno strumento che calcola la composizione del tuo corpo in termini di massa grassa, massa grassa, acqua.
L’impedenziometro dice che ho messo su dei muscoli e che ho perso 4 chili di grasso.
4 chili?!?!

Non riesco a togliere dalla mia mente l’immagine di me stessa vincolata ad un girarrosto come un maiale in porchetta e il girarrosto gira e il mio grasso cola

porchetta

Metabolismo

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No, è brutto dire che sono nata stanca, poi vengo fraintesa.
È che ho la pressione bassa.
Quest’estate, che pure le temperature ci hanno graziati, la mia massima era come le minime delle persone normali, mi viene sonno solo a pensarci.
“Eh, dai, meglio bassa che alta… bla bla bla…”. Vabbè.

Al ritorno dalle ferie sono stata risucchiata nel vortice propositizio e ho seguito il consiglio salutistico di chi mi spiegava che camminare a passo svelto per almeno 30/40 minuti al giorno accelera il metabolismo.
Urca se lo accelera!
Stanotte l’ho passata con un occhio aperto e uno chiuso a canticchiarmi canzoni in testa “pa-pa-pa-ppa parararaaara pa-pa-pa-ppa parararaara pa-pa-pa-ppa parararaarara para-pparapa-pparà”.
Battendo il tempo col piede.

Ma una via di mezzo no?!?

tango argentino

Buoni propositi per il 2014

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Stavo giusto pensando a cosa fare di questi giorni finali dell’anno, sospesi tra il concetto di “ferie” e la realtà di “fatica”, quando ho letto il post di Pinocchio e ho capito che quello che ci vuole per ridare spirito ai miei giorni è un bell’elenco di buoni propositi per l’anno nuovo.
E’ vivificante, non costa niente e (quasi) nessuno verrà mai a verificare se li hai messi in pratica.

Dunque, vediamo…

– non far mai mancare la maionese in casa

– mettere a posto il cassetto degli orrori

– iniziare a lavorare a maglia, costruire un galeone, procurarmi la discografia completa di Michael Jackson, comprare le borse e gli accessori “vintage style” griffati Minnie e i fascicoli dedicati alla storia delle apparizioni della Madonna di Lourdes e anche gli eleganti orologi da tasca placcati in oro o argento, oppure smettere di andare in edicola

– tornare a provare la sensazione dei jeans che ballano in vita

– non comprare jeans di una taglia superiore

– non permettere mai piu’ che mi si rompa un’unghia

– imparare a volermi bene

happy new year 2014

Lacrime di coccodrillo

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Ho approcciato il pasto bevendo una tisana piuttosto speziata, in modo da contrastare l’appetito.
Ho condito con poco olio i pomodori, ho assaporato poco asiago e integrato con una fetta di pane, piccola.
Poi – cerca cerca – ho trovato i pan di stelle e me ne sono mangiata un mucchio, inzuppati nel latte.
Dopodiché la tazza si è sbilanciata e il latte si è versato e io ho pianto… lacrime di coccodrillo! 😉
latte versato