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“Fasciami, stupido”

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Questa notte è stata una nottataccia. Il bimbo non voleva saperne di riaddormentarsi, ma anche stanotte santa fascia ha fatto un buon lavoro e in tempi certi l’ha fatto capitolare. Dunque, per gratitudine, mi sento in dovere di dedicarle un post per raccontare di lei ai più.

La fascia portabebè è un comodo supporto che consente di legare a sè il proprio bimbo per trasportarlo, coccolarlo o altro.

Esistono diverse tipologie di fascia. La mia è una fascia in cotone (in jersey), lunga 5 metri.
Per indossarla basta trovare il punto di mezzo (segnalato da un’etichetta), posizionarlo al centro del petto, prendere i lembi, incrociarli dietro la schiena, farli passare sopra le spalle, farli passare sotto il pezzo davanti, incrociarli sulla pancia, farli tornare dietro e annodarli sulla parte bassa della schiena. Semplice, no? 😀
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Passeggiata notturna

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Quattro e trenta. Di notte.
Lui si sveglia. Lui quello piccolo.
Noooooooo.
Dai, tra un po’ smette.
No, non smette. Aumenta…
Avrà fame? Tetta. Biberon.
Voglia di coccole? Abbracciati stretti sul divano.
risvegli notturni
Ho sonno!!! Dormi!!! Dormiiiii!!!
fascia portabebè2
Niente da fare. In questi casi l’unica certezza è il ricorso alla fascia portabebè, ti avvolgi stretto il bimbo addosso, cammini a passo spedito e nel giro di cinque minuti si addormenta (almeno per i miei bimbi, fortunatamente, è così).

Non è che a quell’ora hai proprio una gran voglia di passeggiare su e giù per il salotto, ma se l’alternativa è contenere gli stiramenti del forzuto a suon di lamento e passare un’ora a ricorrere a inefficaci stratagemmi…
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Il lavoro nobilita l’uomo. E rilassa la donna.

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Ebbene sì, sono ancora a casa dal lavoro.

Lavoratrice debosciata, come faccio a non rendermi conto che la mia azienda non può andare avanti senza di me?!
Il presidente, nel discorso di fine anno, ha detto che l’azienda ha assunto diverse persone, immagino che sia stato necessario per sopperire alla mia temporanea assenza… 😉

Però resisto, vorrei arrivare a svezzare il pupolo prima di affidarlo a mani altrui.

Non che stare a casa sia poi così riposante come qualcuno potrebbe pensare…

stressataLa notte (visto che sei a casa dal lavoro) ti alzi sempre tu e quindi, quando il gorilla la mattina si sveglia, hai dormito sì e no sei ore, poi parte la rumba… cacche, tette, compagnia, pisolino e un minimo di faccende domestiche (visto che sei a casa dal lavoro), poi compagnia, tetta, pannolino etc. Poi, visto che sei a casa dal lavoro, qualche incombenza burocratica, per te o per altri.

Dopo pranzo aspetti che si addormenti poi tenti di recuperare il sonno perduto…
Accidenti… si sveglia dopo mezz’ora – che cavolo dormi tu in mezz’ora?! -, altro po’ di pianto poi si riaddormenta, allora ce la metti tutta, cerchi di combattere l’adrenalina e quando, finalmente, inizi a godere del sonno dei giusti e un rivolino di bava inizia a scendere sul cuscino… Si sveglia!
Vabbè, dai, mi riposerò più avanti…
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